|
Reati predatori in rialzo o in calo? |
|
|
|
 Secondo le rilevazioni dell'indagine "Le donne e la sicurezza" commissionata dalla Fondazione Enzo Hruby ad Astra Ricerche i reati dei quali sono state vittime nel 2010 le donne del campione sarebbero in aumento. Ovviamente si tratta di un dato "psicologicamente" influenzato e influenzabile secondo le situazioni e i ricordi che le donne intervistate hanno sedimentato in occasione delle interviste. Si tratta comunque di un dato non statistico ma tendenziale, mentre al contrario i dati rilasciati dal Ministero dell'Interno per il 2009 segnalano una trend in discesa per quanto riguarda i reati, anche quelli predatori, denunciati alle autorità giudiziarie rispetto al 2008. E mentre il Barometro mondiale dei furti nel retail - esclusivamente dedicati ai furti nei negozi - segnala per l'Italia un generalizzato calo per gran parte dei rivenditori intervistati, rimane un 35% che ha visto salire i furti e le rapine. In generale secondo l'Istituto di ricerca Demos, la cosiddetta sindrome di un paese assediato dal crimine non ci sarebbe più. O perlomeno c'è ma si è ridotta poiché sarebbe passata dal 88% del 2007 al 77% del 2009: la gente cioè dichiara che ha meno paura della criminalità in generale con un calo dei furti dal 23% al 16%, dal 21% al 14% degli scippi e dal 19% al 13% delle aggressioni. Il dato però forse più sintomatico di una situazione in cambiamento e più preoccupante è quello che riguarda le modalità con le quali vengono effettuati alcuni tipi di reato, una situazione sottolineata dalle donne intervistate da Astra Ricerche. Modalità ben più violente e aggressive di prima, con efferati delitti dei quali la stampa e la tv dilatano gli effetti mediatici. Tant'è vero che secondo l'Istituto di ricerca Ipsos, due italiani su tre pensano di vivere in un paese violento indipendentemente dalle condizioni politiche e sociali del periodo. Ciononostante si sentono più sicuri di una volta nelle città per la presenza crescente di telecamere ormai diffuse ovunque. Infine una inchiesta condotta da ANACI, Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari, tramite i suoi associati che "governano" i condomini e i complessi residenziali italiani, nel 2009 i furti realizzati in questi stabili sono rimasti costanti per il 65%. Ma finalmente - sottolineano gli amministratori - le famiglie italiane hanno aumentato la domanda e l'installazione di impianti elettronici e difese fisiche, con una preferenza per la videosorveglianza e i cancelli automatici.
|