Telecamere nelle scuole PDF Stampa E-mail

Il caso Verona, sì del Garante alle telecamere nelle scuole

finazzi.jpgValeria Finazzi

Via libera del Garante ad un impianto presso un istituto scolastico di Verona perché contro teppismo e atti vandalici nelle scuole le telecamere possono rappresentare uno strumento di prevenzione e deterrenza. Ma sempre rispettando precise condizioni a tutela di ragazzi, docenti e personale scolastico, riprendendo esclusivamente il perimetro esterno e funzionando solo negli orari di chiusura dell’istituto.
Pur con alcune condizioni e limitazioni, l'Autorità Garante per la privacy ha dato via libera nei mesi scorsi all'installazione di un impianto di videosorveglianza presso un istituto scolastico di Verona. L'impianto, sottoposto a verifica preliminare dell'Autorità, si inserisce in un più ampio progetto, denominato "Scuole sicure", messo a punto dalla provincia della città veneta con l'obiettivo di tutelare la sicurezza del patrimonio scolastico e di dissuadere da atti di vandalismo e teppismo.
La questione del rapporto tra videosorveglianza e istituti scolastici è particolarmente complessa in quanto al fine di controllo e sicurezza che si intende perseguire con l'istallazione di un impianto TVCC si contrappone fortemente da una parte il diritto alla privacy e alla riservatezza di individui minorenni, dall'altra il divieto di controllo a distanza dei lavoratori sul posto di impiego (art. 4 legge 300/1970) costituiti dal corpo docente e dal personale scolastico in genere.
Il Garante nell'affrontare la spinosa questione si è allineato ai concetti più volte ribaditi dal Gruppo di lavoro ex Art. 29 Direttiva 95/46/CE (il c.d. Gruppo art. 29), un organo comunitario indipendente, avente carattere puramente consultivo con riferimento alle materie relative alla tutela dei dati e della vita privata.
Infatti, con il Parere 2/2009, il Gruppo art. 29 ha evidenziato quelle che possono considerarsi delle vere e proprie linee guida; l'impiego di dispositivi di videosorveglianza all'interno delle scuole deve ispirarsi al rigoroso rispetto dei principi di necessità e di proporzionalità, anche tenendo conto che forme di controllo eccessive possono incidere sullo sviluppo del minore. Inoltre l'istallazione di TVCC all'interno del perimetro degli edifici scolastici dovrebbe avvenire solo qualora risulti assolutamente necessaria ovvero quando le finalità perseguite non sarebbero ottenibili con altri mezzi meno invasivi; l'istallazione dell'impianto dovrebbe avvenire all'esterno dove le persone circolano, dal momento che un'istallazione all'interno violerebbe come abbiamo visto i diritti di alunni ed insegnanti;  le telecamere non dovrebbero funzionare durante l'orario di lezione ma solo al di fuori degli orari scolastici. Inoltre dovrebbe essere fornita a tutti gli interessati un'adeguata informativa in relazione all'esistenza e al funzionamento di tale impianto.
Nel valutare il progetto dell'istituto veronese, il Garante ha quindi interamente aderito alle linee guida del Gruppo Art. 29 sottolineando appunto che in questi casi particolare rilievo deve essere riconosciuto ai principi fondamentali ovvero il principio di liceità, il principio di necessità, il principio di proporzionalità e il principio di finalità.
Il progetto presentato prevede  il posizionamento di n. 6 telecamere (fisse o brandeggiabili) in aree perimetrali esterne all'edificio dell'Istituto scolastico, soggette al pubblico passaggio o non sorvegliate dal personale della scuola, con le seguenti caratteristiche, dichiarate dall'amministrazione:
- le immagini sono archiviate automaticamente senza che esse possano essere visualizzate in tempo reale;
- le riprese sono effettuate solo in aree esterne alla scuola;
- il sistema non inquadra dettagli dei tratti somatici degli interessati;
- le zone oggetto di videosorveglianza sono segnalate da appositi cartelli;
- le telecamere entrano in funzione solo in orario in cui le strutture scolastiche non sono presidiate da personale in servizio (indicativamente dalle ore 22,00 alle ore 6,30);
- la visualizzazione delle immagini è consentita solo su richiesta dell'Autorità giudiziaria al responsabile, agli incaricati del trattamento designati, agli appartenenti alle Forze di Polizia;
- la conservazione dei files delle immagini avviene per un periodo di 72 ore al termine del quale saranno cancellati mediante sovrascrittura;
- installazione di un software di visualizzazione delle immagini e gestione delle telecamere sul PC posto nell'ufficio di presidenza dell'istituto.
Nel solo caso di segnalazione di furti, atti di vandalismo o di eventi dannosi per il patrimonio pubblico, è prevista la riproduzione delle immagini su supporto magnetico per essere messe a disposizione dell'Autorità di Polizia o dell'Autorità giudiziaria.
Quanto alle misure di sicurezza, il progetto stabilisce che la riproduzione delle immagini - nei soli casi previsti – avvenga da parte degli incaricati, solo con il previo consenso del responsabile del trattamento. Oltre a custodire il server in un locale protetto, sono previste ulteriori misure di sicurezza del server consistenti in sistemi anti-manomissione ed utilizzo e software di autenticazione a due fattori (c.d. strong autentication). La trasmissione delle immagini dalle telecamere al server avviene mediante segnale video criptato, attraverso la rete telematica.
Considerate le finalità di tutela del patrimonio e di prevenzione e deterrenza contro atti vandalici perseguite dal progetto sottoposto a verifica, il Garante ha ritenuto le misure adottate, le modalità di attivazione e le caratteristiche tecniche equilibrate, in linea con i principi affermati dalle norme sulla protezione dei dati. In particolare il garante ha ritenuto che “limitatamente alla tutela del patrimonio, le caratteristiche tecniche, le misure di sicurezza, le modalità di attivazione delle telecamere, la registrazione delle immagini e la loro eventuale riproduzione, appaiono equilibrate e rispettose dei principi di necessità, liceità e pertinenza e in linea con il Provvedimento generale del 29 aprile 2004 sulla videosorveglianza per quanto riguarda le misure poste a salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali nonché della dignità degli studenti dal momento che le riprese vengono effettuate solo fuori dall'orario scolastico, la visualizzazione delle immagini è sottoposta a rigorose condizioni, la durata della registrazione è limitata“.
Il Garante ha tuttavia prescritto l'adozione di specifiche misure al fine di assicurare maggiori garanzie per studenti, docenti e personale scolastico: limitazione dell’angolo di ripresa delle telecamere ai soli muri perimetrali dell'edificio, con esclusione delle aree esterne circostanti; visualizzazione delle immagini consentita solo a Polizia e Autorità giudiziaria; definizione, in accordo con il dirigente scolastico, degli orari di funzionamento delle telecamere in caso di attività all’interno della scuola che potrebbero iniziare e concludersi in coincidenza con l'orario di attivazione delle telecamere; adozione di misure che rendano visibili i cartelli anche di notte.
Trattandosi di un progetto che riguarda anche altre scuole della provincia, l’Autorità Garante ha spiegato che, qualora le caratteristiche dei sistemi di videosorveglianza da installare corrispondano a quelle autorizzate, non sarà necessario richiedere un’ulteriore verifica preliminare.

 

 
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